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PD Cadelbosco Sopra

Forum del Partito Democratico di Cadelbosco Sopra

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RIFORMA SCUOLA PUBBLICA?
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cadutamassi







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MessaggioInviato: Dom 14 Set 2008 10:20 pm    Oggetto:  RIFORMA SCUOLA PUBBLICA?
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Nuova educazione all'essenzialita'....
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cadutamassi
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MessaggioInviato: Dom 14 Set 2008 10:20 pm    Oggetto: Adv






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crimami







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MessaggioInviato: Mer 17 Set 2008 1:47 pm    Oggetto:  
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Personalmente ritengo che al Ministro Gelmini non interessi il benessere della scuola pubblica ma solamente fare, nel modo più veloce possibile, ciò che Tremonti le chiede e cioé tagliare i costi.
Passare dal giudizio al voto francamente non interessa a nessuno anzi nella scuola elementare ritengo che il giudizio aiuti a non incentivare la competizione tra i bambini può andar bene per le scuole medie e superiori ma, ripeto, non é importante.
Ai miei tempi si bocciava con il 7 in condotta e non con il 5. Comunque su questo posso essere d'accordo.
Io il grembiulino l'ho sempre odiato. Mi sembrava di essere un soldatino quindi non mi esprimo. Il mio non saebbe un giudizio obiettivo.
Ma sul maestro unico e sulla conseguente sparizione della coopresenza all'interno della classe ho parecchie cose da dire.
Le attuali classi, sia elementari che medie, rappresentano un micro cosmo della nostra società: bambini stranieri che parlano un italiano stentato, bambini diversamente abili in continuo aumento, bambini viziati ed iper coccolati incapaci di rispettare le regole ed in particolare l'autorità rappresentata dalla maestra (io più che il grembiule ripristinerei l'obbligo del "lei"), bambini con situazioni di difficoltà famigliari che tendono a manifestare direttamente in classe il loro disagio, a volte con violenza o a volte annullandosi. Bambini iper stimolati che si annoiano e genitori che non sopportano che i loro figli belli, bravi e intelligenti debbano fermarsi ad aspettare i compagni in difficoltà. Ora ditemi come può un insegnante solo occuparsi di tutto questo oltre al puro insegnamento. Deve assolutamente essere supportato da un collega che lo aiuti nel gestire le due o più velocità della classe. Questa é la copresenza.
Il maestro unico significa niente uscite didattiche, niente progetti. Mancano le risorse economiche e umane. Praticamente una scuola della metà novecento.
Un ministro che afferma che un unico insegnante é sufficiente a gestire tutto ciò vuol dire che o non conosce la realtà delle cose o é in mala fede. Il suo scopo é un altro. Ridurre le spese del personale. Punto.
Purtroppo non vedo alternative all'attuale governo. L'ooposizione é sempre più silenziosa perché comunque il governo fa, agisce, non tentenna ed é quello che gli italiani, mi sembra, vogliono indipendentemente se quel che fa é giusto o sbagliato. Ma non diemtichiamoci che far danno alla scuola pubblica vuol dire far danno ai nostri bambini, vuol dir far danno al futuro del paese.

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Crimami
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Viviana







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MessaggioInviato: Dom 21 Set 2008 11:59 am    Oggetto:  
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non puoi che trovarmi d'accordo; per tutta l'estate hanno parlato di poca sostanza (grembiulino, voto in condotta, ...) e dall'oggi al domani sono usciti con una controriforma che riporta la scuola indietro almeno di trent'anni, cosa gravissima visto che nel frattempo il mondo è andato avanti a grande velocità;
per 4 anni ho fatto l'Assessore e la prima regola non scritta tra tutti gli addetti alla scuola era "non tocchiamo la compresenza!", perchè unica modalità per gestire classi difficili (tutte) e permettere di insegnare/imparare a vari livelli di apprendimento.... non solo, la compresenza a volte era insufficiente, ma serviva integrare con ulteriori ore, perchè in una classe c'erano particolari alunni disagiati... per fare questo le amministrazioni comunali intervenivano con educatori e altro... ora tolta la compresenza mi chiedo quale sforzo verrò chiesto ai comuni e quali condizioni peggiorative si presenteranno nelle classi...
altra regola non scritta: bisognava mettere nelle condizioni determinati bambini/giovani di stare a scuola il più possibile... ovviamente ritornare alle 24 ore settimanali significa andare in direzione contraria, contraria anche al bisogno di tante famiglie di lavorare in tranquillità fino a tardo pomeriggio, sapendo i propri figli seguiti ed educati...
ultima cosa, i PROGETTI: in effetti ormai si era arrivati al ridicolo e alla sovrabbondanza (alcuni insegnanti poi, essendo rimasti ai tempi della Gelmini, non ne avevano capito l'utilizzo e la funzione), tipo "a spasso con il gattino", "parliamo con i cavalli", "in piedi sui banchi".... resta il fatto che gli strumenti di formazione più innovativi introdotti in questi anni nella scuola sono passati da progetti fatti da insegnanti in gamba che hanno aperto la scuola al mondo ....
--
che delusione ...
--
un insegnante mi ha detto: "la vera riforma sarebbe non fare nessuna riforma!, ne abbiamo abbastanza"; come lo capisco ....
Crying or Very sad

_________________
Vivi
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Viviana







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MessaggioInviato: Dom 21 Set 2008 2:33 pm    Oggetto:  Salviamo la Scuola, le proposte del Partito Democratico
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Per il Partito Democratico l’istruzione pubblica è un investimento per il futuro dei nostri figli e perciò per il Paese.
Queste sono le proposte del PD per riqualificare la scuola:
realizzare il patto educativo tra le scuole, le famiglie e gli studenti e approvare in Parlamento nuove norme sugli organi collegiali della
scuola;
valorizzare le professionalità degli insegnanti adeguando gli stipendi in base al merito, e istituendo un piano straordinario e permanente di aggiornamento;
azzerare il precariato e introdurre nuove norme di accesso e reclutamento degli insegnanti;
riorganizzare gli organici del personale come organici funzionali di ogni scuola;
potenziare l’autonomia scolastica;
attivare un sistema di valutazione di tutte le istituzioni scolastiche;
attuare correttamente l’obbligo di istruzione a 16 anni per ridurre a zero la dispersione
scolastica;
portare l’85% dei ragazzi al diploma e gli altri almeno ad una qualifica professionale;
attuare il riordino degli istituti tecnici e professionali;
potenziare la formazione permanente per tutta la vita;
promuovere una scuola più aperta alla comunità e integrata con il territorio che sostenga più cultura, alfabetizzazione informatica, sport,
attività sociali e di volontariato.
--
dalla campagna del Partito Democratico "Salva l'Italia"

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Vivi


Ultima modifica di Viviana il Dom 21 Set 2008 2:39 pm, modificato 1 volta in totale
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Viviana







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MessaggioInviato: Dom 21 Set 2008 2:38 pm    Oggetto:  Smascheriamo la riforma
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Se i conti non tornano tagliano la Scuola

Ricordate le “3 i”- inglese, internet, impresa - del piano per la scuola di Berlusconi?
Oggi, invece, per il governo della destra, la scuola è:
Impoverita
nel triennio 2009/2011 tagli alla scuola per
8 miliardi di euro; riduzione di 87.000 docenti e 43.000 tecnici,
bidelli e amministrativi; fino a 4.000 scuole a rischio di soppressione,
soprattutto nei piccoli Comuni.
Invecchiata
turnover bloccato: escono i precari più giovani; ritorno ad una didattica superata con il maestro unico alle elementari: una società complessa richiede più stimoli all’innovazione.
Inadeguata
ritorno al maestro unico, riduzione del tempo pieno e prolungato e uscita dei bambini dalle scuole alle 12.30; riduzione del numero degli insegnanti di sostegno per i bambini disabili; aumento delle tariffe per le scuole dell'infanzia, le mense e il trasporto scolastico; meno servizi scolastici fondamentali; maggiore difficoltà di integrazione per i bambini migranti e bambini rom. Le famiglie e gli studenti non potranno più scegliere la scuola che vogliono ma la scuola che possono pagare.
--
dalla campagna del Partito Democratico "Salva l'Italia"

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Vivi
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devid








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MessaggioInviato: Lun 22 Set 2008 1:35 pm    Oggetto:  
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da la striscia rossa de l'Unità:

Facciamo l’ipotesi che ci sia al potere un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione. Non vuole fare la marcia su Roma ma vuol istituire una larvata dittatura... Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. Allora il partito dominante comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. E comincia a favorire le scuole private.
Piero Calamandrei. Discorso al III congresso dell’associazione a difesa della scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950. (da Internazionale)
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crimami







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MessaggioInviato: Lun 22 Set 2008 1:57 pm    Oggetto:  Re: Salviamo la Scuola, le proposte del Partito Democratico
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Viviana ha scritto:
Per il Partito Democratico l’istruzione pubblica è un investimento per il futuro dei nostri figli e perciò per il Paese.
Queste sono le proposte del PD per riqualificare la scuola:
realizzare il patto educativo tra le scuole, le famiglie e gli studenti e approvare in Parlamento nuove norme sugli organi collegiali della
scuola;
valorizzare le professionalità degli insegnanti adeguando gli stipendi in base al merito, e istituendo un piano straordinario e permanente di aggiornamento;
azzerare il precariato e introdurre nuove norme di accesso e reclutamento degli insegnanti;
riorganizzare gli organici del personale come organici funzionali di ogni scuola;
potenziare l’autonomia scolastica;
attivare un sistema di valutazione di tutte le istituzioni scolastiche;
attuare correttamente l’obbligo di istruzione a 16 anni per ridurre a zero la dispersione
scolastica;
portare l’85% dei ragazzi al diploma e gli altri almeno ad una qualifica professionale;
attuare il riordino degli istituti tecnici e professionali;
potenziare la formazione permanente per tutta la vita;
promuovere una scuola più aperta alla comunità e integrata con il territorio che sostenga più cultura, alfabetizzazione informatica, sport,
attività sociali e di volontariato.
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dalla campagna del Partito Democratico "Salva l'Italia"


CONCORDO CON I PUNTI DI CUI SOPRA PERO' VEDETE QUAL'E' IL "NOSTRO" DIFETTO? TANTI BEI PRINCIPI CHE PERO' RIMANGONO TALI MENTRE "LORO" HANNO LISTE BEN PIU' SEMPLICI E SUBITO SEGUITE DA FATTI O MISFATTI.
DOBBIAMO SMETTERLA DI PARLAR FORBITO, DI SOGNARE AD OCCHI APERTI, RIDUCIAMO L'ELENCO DI CUI SOPRA A DUE O TRE PUNTI E POI FACCIAMOLI. METTIAMOLI IN PRATICA!!!!! ADESSO PERO' E' TROPPO TARDI DOBBIAMO ASPETTARE QUALCHE ANNETTO. Crying or Very sad

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MessaggioInviato: Lun 13 Ott 2008 1:27 pm    Oggetto:  
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Il Maestro Unico e la solitudine dei numeri
Giuseppe Caliceti, scrittore reggiano (e insegnante), spiega – numeri alla mano – come è possibile passare al maestro unico mantenendo il tempo pieno, secondo la logica non-aristotelica del ministro Gelmini

Il vero "maestro unico", Albert Einstein
di Giuseppe Caliceti
L’altro giorno è passato alla camera, blindato dalla fiducia del governo che non ha permesso una discussione con l’opposizione, il decreto sulla scuola del ministro all’istruzione Gelmini. Una delle cose che si intuiscono è come sia possibile il gioco di prestigio di salvare il Tempo Pieno – cioè 40 ore di scuola per gli alunni, al mattino e al pomeriggio – senza rinunciare all’insegnante unico. Il decreto afferma semplicemente che anche nel tempo pieno ci saranno, invece dei due insegnanti attuali, un solo insegnante.
Come è possibile questo? Cerco di spiegarlo, almeno intuitivamente. E mi scuso con i lettori per il linguaggio un po’ tecnico che, però, spero sia capito almeno dai docenti. Un insegnante di tempo pieno attualmente lavora per 22 ore frontali sulla classe più 2 ore di programmazione di team settimanale: totale 24 ore. Come è possibile che ne faccia 40? Intanto, le 2 ore di programmazioni saltano. Come saltano le due ore di interscuola settimanali destinata al recupero dei bambini in difficoltà attraverso un’attività mirata più individualizzata.
Da 24 ore a 40 mancano ancora 18 ore. Tutto il tempo mensa e interscuola settimanale, 10 ore, viene fatto saltare e appaltato ai comuni: per la Gelmini non occorrono più docenti per far mangiare correttamente e con progetti alimentari specifici i bambini, ma alcune bidelle o inservienti pagate dai singoli Comuni. Stesso discorso per l’interscuola, cioè il tempo gioco previsto in otto ore: non si educa giocando, anche qui basta qualcuno pagato da un comune. E se i comuni non hanno soldi?
Ci pensino loro a chiedere più soldi ai genitori al posto dello Stato; come già chiedono le rette per la mensa dei bambini, lo chiedano anche per la loro sorveglianza durante e dopo il pasto. Restano ancora 8 ore. Ma se ne devono togliere 3 per l’insegnamento di inglese. Ora ne restano 5. A questo punto il decreto Gelmini propone che gli insegnanti allunghino il loro orario di insegnamento – tutto bucherellato e già pieno di orari spezzati, che significa: stare a scuola 8 ore al giorno per insegnarne e essere pagati solo per 6, 5 o 4 ore quotidiane.
Queste 5 ore in più saranno pagate coi fondi di istituto al costo di circa 60/70 euro complessivi netti e con circa un anno di ritardo, questo almeno è ciò che accade oggi. Se i docenti non accetteranno un orario di lavoro mattino e pomeriggio pieno di buchi, con un orario di lavoro assurdo, risulterà che sono loro e non il governo a far saltare il tempo pieno, scuola diffusa in Emilia Romagna per oltre l’80% delle scuole primarie.
Di fronte a questo sfascio, non posso fare a meno che sottolineare due cose. primo: la mancanza di informazione non solo ai genitori degli alunni, ma anche agli stessi docenti, di quanto stia realmente accadendo.
Secondo: la colpa grande dei sindacati, che tanti docenti pagano circa 10 euro al mese trattenuti in busta paga e, alle assemblee sindacali, chiedono ai docenti che fare (non è il loro lavoro?) e poi propongono uno sciopero generale della scuola per il 31ottobre, quando presumibilmente al Senato sarà già stato approvato il decreto Gelmini e diverrà operativo. Capisco, come ha affermato il segretario della Cgil Scuola, l’amico Enrico Panini, che anche l’informazione sulla scuola è blindata dal governo – solo qualche sera fa in tv mi è capitato di sentir dire una falsità abnorme: che con il maestro unico la scuola elementare italiana era al terzo posto nel mondo e senza il maestro unico è scesa all’ottavo – ma mi chiedo anche che ruolo abbiano avuto e abbiano tuttora i sindacati in questa triste vicenda. Se di fronte ai 5000 previsti licenziamenti in Alitalia c’è stato un minimo di protesta, di fronte agli 87.000 licenziamenti previsti nel prossimo anno per un totale di 250.000 in tre anni nella scuola pubblica italiana, al confronto c’è stato un vero e proprio silenzio sindacale.

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MessaggioInviato: Ven 17 Ott 2008 2:47 pm    Oggetto:  
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DAL SITO DEL PARTITO ITALIA DEI VALORI DI REGGIO EMILIA. LEGGETELO, POTREBBE ESSERE UN BUON PUNTO DI PARTENZA PER UNA DISCUSSIONE.

pubblicato il 16 Ottobre 2008 alle 08:30 da LUCIA CONTI
Quasi 60 anni fa, Pietro Calamandrei così scriveva sui possibili rischi dell’istruzione pubblica al III Congresso dell’ADSN (Associazione a Difesa della Scuola Nazionale).
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza, in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori - si dice - di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa così, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

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MessaggioInviato: Ven 05 Dic 2008 2:11 pm    Oggetto:  
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POVERA, POVERA SCUOLA PUBBLICA.......NESSUNO CHE LA DIFENDA, MENTRE ...

"Scuola cattolica, la Cei contro i tagli
e il governo ci ripensa subito"

CHE TRISTEZZA........

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cadutamassi







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MessaggioInviato: Ven 19 Dic 2008 10:46 pm    Oggetto:  
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Beh non e' che mi aspettassi una tutela della scuola pubblica dal governo berlusconi, in fondo dimostrano per la terza volta cosa rappresenta la scuola per una cultura destroide di stampo piduista e cioe' solo una struttura di formazione aziendale. Per le scuole private invece gli investimenti economici non mancano mai. Destra uguale anticultura. Per cui......
Alle forze democratiche di opposizione, alle famiglie, ed al grande e forte movimente studentesco dell'Onda occorre non abbassare mai la guardia per limitare i danni e rendere pubblico le operazioni di chi vuole annientare la fucina del sapere e della conoscenza alla portata di tutti.

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ilfojonco








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MessaggioInviato: Sab 31 Gen 2009 4:14 pm    Oggetto:  
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giuste parole Cadutamassi! Cosi si dice! Nel mentre la riforma e' avanzata. Il caos regna sovrano. occorrerebbe continuare la lotta.
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